Intervista con il ricercatore di getti Markus Wöhrle

“Può capitare di indossare il costume da bagno e provare un nuovo getto doccia. Anche se per fare ciò mi vengono in mente posti più belli del banco di prova tecnico per l‘acqua con pavimento a griglia.”

Nei panni di ricercatore sui getti, Markus Wöhrle e la sua squadra registrano scientificamente le osservazioni fatte a 360 gradi sui getti d‘acqua. Dal suo posto di lavoro, l‘unità speciale laboratorio di ricerca getti, documenta i risultati e trae nuove funzioni doccia dalle nozioni acquisite. Lo sviluppo di metodologie di verifica e procedimenti di prova fanno altresì parte dei suoi compiti. Per eseguire i test nel nuovo laboratorio del calcare, per esempio, per migliorare la misurazione degli schemi di getto o per la produzione di prototipi. 

Markus Wöhrle – ma come si diventa ricercatore nel campo dei getti?

Markus Wöhrle: La figura professionale è nata qui da Hansgrohe. Nasce dal desiderio di riuscire a conoscere e a comprendere l‘acqua. E non solo attraverso le formule scientifiche già documentate, ma piuttosto osservando e attraverso sperimenti e prove. Questa è una vecchia tradizione di Hansgrohe. I ricercatori dei getti cercano di capire cosa è possibile fare con i getti. Noi registriamo, verifichiamo e documentiamo con precisione i nostri tentativi e le nostre serie di test.

Qual‘è stato il suo percorso di carriera presso Hansgrohe?

M.W.: Ho concluso il corso di studi in tecnologie ambientali e di processo presso l‘università di Offenburg, sono quindi laureato in ingegneria. Ho scritto la tesi sulla garanzia di qualità e la tecnica di misurazione presso Hansgrohe SE. Ho lavorato poi nel settore tecnologie di processo e mi occupavo dell‘ottimizzazione dei materiali e dei processi nell‘ambito della tecnica di produzione e dell‘ingegneria edile. Circa dieci anni fa ho avuto l‘opportunità di passare al settore sviluppo in qualità di ingegnere e di costruire la nuova unità speciale “ricerca getti” dedicata ai getti d‘acqua.

Di cosa si occupa la sua squadra dal lunedì al venerdì?

M.W.: La nostra passione per l‘acqua non inizia alle otto del mattino per poi finire alle ore 17. Ci accompagna costantemente, sia al lavoro, sia nel tempo libero. Qui nel laboratorio di ricerca getti ci occupiamo della ricerca di base. Osserviamo e analizziamo i getti d‘acqua e il loro comportamento. Lavoriamo secondo condizioni di prova ben strutturate e nel rispetto di tutte le norme internazionali applicabili. Ovviamente dobbiamo rispettare pienamente questi parametri.

Traiamo spunto dai riscontri forniti dai clienti. Ma molte cose le osserviamo semplicemente dalla vita quotidiana. Lì e nel lavoro quotidiano con l‘elemento acqua troviamo molti effetti, tecnologie e meccanismi avvincenti, che ci aiutano a migliorare i nostri prodotti. Attraversiamo la vita con orecchie e occhi ben aperti, per comprendere tutto ciò che si può fare con i getti. E inoltre come utilizzare e distribuire l‘acqua, in modo ancora più efficiente in futuro.

Come documentate i vostri risultati di ricerca?

M.W.: Lo scopo in Hansgrohe è ampliare la conoscenza e le competenze sull‘acqua, dunque poniamo molto valore sulla documentazione accurata di tutti i dati. Lavoriamo utilizzando i più moderni strumenti e piattaforme di memoria molto potenti. Da questo è nata una banca dati decennale, contenente le analisi delle nostre serie di test, in modo da poter ricorrere all‘esperienza raccolta senza dover ricominciare sempre da capo. E non sempre è stato così. Già 30 anni fa avevamo un settore di ricerca getti formato da una sola persona, ma naturalmente ai tempi, senza computer, non si disponeva delle possibilità che invece abbiamo a disposizione oggi.

Ritiene che la ricerca d‘avanguardia in campo sanitario, qui sia nella sua migliore fase di evoluzione tecnologica possibile?

M.W.: Si può sempre fare meglio, ma molto probabilmente Hansgrohe occupa oggi la prima posizione in questo settore. Consideriamo già solo la nostra squadra. Oppure guardiamo ai metodi di misurazione, ai calcoli del flusso. Noi lavoriamo con polveri, resine, fonderia sottovuoto e produciamo intere unità modulari. Nella fase di presviluppo tracciamo i nostri pezzi con strumenti CAD (ndr. progettazione assistita dall‘elaboratore), costruiamo modelli in 3D e produciamo campioni con il più moderno Rapid Prototyping. E‘ un procedimento che conduce presto al prototipo funzionale, specialmente se si lavora con complicate geometrie interne. Abbiamo davvero fatto un salto di qualità negli ultimi anni.

Eseguite anche test con oggetti viventi?

M.W.: Certo. Può capitare di indossare il costume da bagno di provare sotto un nuovo getto doccia. Anche se per fare questo mi vengono in mente posti più belli del banco di prova tecnico per l‘acqua con pavimento a griglia. Ovviamente è anche possibile portarsi a casa una doccia e provarla in tutta tranquillità. I nostri ricercatori del settori getti dispongono tutti di un doppio attacco per le doccette nelle docce delle loro case.

La produzione di docce e di rubinetteria si concentra fortemente sull‘aspetto emotivo e sensuale e sui criteri di benessere e lusso. E quale posizione occupa la protezione dell‘ambiente nelle vostre ricerche?

M.W.: La protezione dell‘ambiente e la sostenibilità non sono solo luoghi comuni per Hansgrohe. L‘azienda si impegna molto in questo senso, e da molto tempo: Evitando l‘utilizzo di sostanze inquinanti nella produzione o nella galvanizzazione, con il riciclaggio e le energie rinnovabili. Nel settore della ricerca sui getti ci occupiamo di una sensata limitazione del consumo di acqua per combattere lo spreco di risorse idriche. Ed evitare di diventare parte della società consumistica. Da noi la qualità occupa un posto in prima fila. Produciamo prodotti longevi e questo fa tanto per la tutela dell‘ambiente e delle risorse. A parte questo, Hansgrohe ha iniziato già da molto tempo con la produzione di docce e rubinetti a ridotto consumo idrico.

A questo non contribuisce anche la tipica parsimonia sveva?

M.W.: Si, credo di si. Da sempre l‘impiego efficiente dell‘acqua e dell‘energia sono il punto cardine del nostro lavoro di ricerca. Tuttavia consideriamo sempre anche la fattibilità. Bisogna sempre sondare i limiti, quando si vogliono sviluppare docce e miscelatori a consumo ridotto. Di quanto possiamo ridurre il consumo dell‘acqua e mantenere comunque una buona qualità del getto, che mantenga la sua prestazione detergente ottimale e che procuri il desiderato piacere della doccia? Altrimenti le donne che devono risciacquare lo shampoo dai loro capelli starebbero sotto la doccia in eterno e questo non è per niente ecologico. Tutto ciò va analizzato in modo mirato. La cosa migliore sarebbe sviluppare prodotti che risparmiano acqua ed energia, e che oltretutto forniscono comfort e un elevato fattore di benessere.

Parola chiave AirPower. E‘ un‘invenzione del settore di ricerca getti, giusto?

M.W.: Si, in principio si trattava del getto RainAIR. Volevamo ottenere un getto a goccia, simile alla pioggia naturale, scostandoci dai getti lineari, quelli cosiddetti a spaghetto. Volevamo ottenere una tecnologia che includesse un secondo mezzo: l‘acqua sostenuta dall‘aria. Questo spunto l‘abbiamo ricavato dalla natura della Foresta Nera: Dal ruscello che si ripulisce da solo, mescolando e tritando aria nell‘acqua, e solitamente nei punti dove scorre velocemente e agitato.

Come si trasferisce questa scoperta al mondo della doccia?

M.W.: I primi passi sono stati alquanto facili: velocizzare l‘acqua nel soffione doccia e quindi trascinare anche l‘aria attraverso la doccia. Invece l‘integrazione in un design di prodotto già stabilito è stata alquanto complessa. AirPower funziona così: L‘aria aspirata sposta l‘acqua, riducendo quindi il suo fabbisogno. E il bello è: Serve anche meno energia per riscaldare la minore quantità di acqua. Inoltre cambia anche completamente lo schema del getto: Il getto d‘acqua arieggiato non solo è più pieno ma anche più vario.

E questo procedimento di aria miscelata è il colpo di genio del vostro reparto?

M.W.: Anche, tra le altre cose. AirPower  ci ha spianato la via per molteplici possibilità. Bisogna dire che il tutto nasce anche da un errore. Durante una prova ci siamo accorti che la doccia aspirava aria e da alcuni ugelli non fuoriusciva acqua. A proposito di questo il nostro allora capo e attuale Presidente del Comitato di vigilanza, Klaus Grohe: “Provate a realizzare seriamente questa cosa!” Dando così una notevole spinta allo sviluppo. Abbiamo fatto degli esperimenti, modificato il numero di ugelli e reso più duro o più morbido il getto. Nel caso di AirPower, l‘arte sta nel trovare i giusti rapporti trasversali.

E l‘invenzione era e continua a essere una cosa positiva anche dal punto di vista economico ...

M.W.: Assolutamente. L‘esserci scervellati sull‘argomento areazione dell‘acqua per la doccia è risultato essere redditizio. Siamo stati la prima azienda rinomata del settore sanitario ad avvicinarci a questa cosa e oggi siamo in grado di offrire un ampio assortimento di prodotti che lavorano utilizzando questa tecnologia.

Lei dice che AirPower è stato uno dei vostri colpi di genio ...

M.W.: Un‘altra invenzione è Whirl-Massage, che trasforma il getto in una spirale. Il getto a elica rotante ha il vantaggio di non gravare in modo prolungato e poco piacevole su un unico punto della pelle. Il getto, così come le dita di un massaggiatore, vaga sulla pelle. Il lavoro è stato duro, ma abbiamo ottenuto un bel successo. Attualmente, le doccette Raindance utilizzano questa triplice elica: Tre ugelli massaggianti ruotano sulla pelle. Raindance è diventata campione di vendite e ha fatto tendenza, come succede con un brano di successo. Per Hansgrohe è la numero uno del settore docce. Semplicemente nel suo caso ha funzionato davvero tutto, sia nel design, sia nella tecnologia dell‘acqua.

Ci sono anche aree nelle quali investite con costanze e che ancora non hanno dato i frutti sperati?

M.W.: Ci sono aree di base, fondamentali, sulle quali lavoriamo per anni e dove bisogna portare pazienza. E comporta lavoro di ricerca costante, per esempio nel campo “acqua ricca di calcare". Lì abbiamo molteplici possibilità di approccio, che esaminiamo nel nostro laboratorio del calcare. Una cosa del genere richiede costanti investimenti, specialmente nello sviluppo delle novità. Il lavoro è minuzioso e bisogna rimanere efficienti, perché naturalmente abbiamo dei limiti di budget. Ma abbiamo già risultati e tecnologie di pulitura, che ci facilitano la vita in questo senso, QuickClean per esempio.

Il laboratorio di ricerca getti non è aperto a tutti. Il vostro lavoro è sottoposto a riservatezza ...

M.W.: Effettivamente il nostro settore di ricerca è zona tabù per molti. Ma non lavoriamo neanche in isolamento. Questo renderebbe difficile lo scambio con gli altri reparti e ci priverebbe di una parte di creatività. Siamo fieri del nostro lavoro di sviluppo. Impensabile se idee non ancora mature o prodotti sviluppati per metà dovessero uscire all‘esterno. La concorrenza non dorme e bisogna reagire in tempi rapidi sul mercato dei sanitari oggi come oggi. Ecco perché qui osserviamo uno spazio di tutela e inoltre tutti i collaboratori sono tenuti alla riservatezza.

E il suo lavoro non terminerà prima o poi? Davvero tra dieci anni riuscirà a inventare un nuovo modo di giocare con l‘acqua?

M.W.: Io ne sono convinto. L‘argomento è inesauribile. L‘acqua non è stata ancora davvero esplorata. Ci sono ancora molte possibilità, specialmente nell‘area dell‘utilizzo sostenibile. Lo sviluppo continua e diventa sempre più veloce. Più scarsa la risorsa acqua, più il nostro lavoro guadagna d‘importanza. Il riciclaggio dell‘acqua grigia oppure il recupero del calore rappresentano enormi ambiti d'intervento.

Per non parlare delle tematiche legate all‘ecologia: Viviamo in tempi in cui la gioia, il piacere, la qualità della vita e il lusso di sentirsi bene ricoprono un ruolo importante. Anche in questo ambito la ricerca sui getti non è giunta lontanamente al termine.

Lei ha trovato il suo lavoro dei sogni?

M.W.: Nei panni dell‘ingegnere ambientale e di processo sono felice che in Hansgrohe ci siamo mossi in questa direzione. Da sempre volevo lavorare con l‘acqua e questo in un ambito, dove fosse possibile sviluppare prodotti sensati. Prodotti che rendono il mondo più durevole e che forse generano anche qualcosa di buono. I miei collaboratori e io remiamo nella stessa direzione: Desideriamo impiegare efficientemente l‘acqua, trovare soluzioni per il risparmio energetico, sviluppare intelligenti sistemi per il recupero del calore. Detto brevemente: fare qualcosa per l‘ambiente in grande stile.

Lei privatamente è un‘inventore di passione?

M.W.: Si, assolutamente. Qui a Schiltach ho personalmente ristrutturato una vecchia casa a graticcio. Ci abbiamo lavorato intensamente per anni, in modo da conservarne il fascino e l‘aria romantica, ottenendo però allo stesso tempo l‘efficienza energetica più elevata possibile. Mi piace da morire inventare, anche se privatamente al momento non ne ho il tempo ...

Grazie di cuore per la chiacchierata.

L‘intervista è stata condotta da Katja Volkner, giornalista freelance, Monaco.

Sempre alla ricerca del getto perfetto: Markus Wöhrle, capo della ricerca sui getti Hansgrohe.

Sempre alla ricerca del getto perfetto: Markus Wöhrle, capo della ricerca sui getti Hansgrohe.

Hansgrohe utilizza i cookie al fine di garantirvi un servizio ottimale. Se desiderate proseguire nella navigazione di questa pagina senza modificare le vostre impostazioni, accettate l'utilizzo dei cookie.

   

OK